mercoledì 20 settembre 2017

UNA Cremona in piazza - 24/09/2017

UNA Cremona in piazza - 24/09/2017


Dopo l'estate... torna l'appuntamento con i nostri tavoli informativi mensili!!
A Settembre, ci troverete con il nostro materiale informativo:
>>> domenica 24 settembre - tutto il giorno - ospiti del Mercatino del biologico - ai Giardini Pubblici di Cremona (piazza Roma)

Vi aspettiamo!!
UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)

sabato 9 settembre 2017

Glifosato, REACH... i test su animali non sono affidabili!

Glifosato, REACH... I test su animali non sono affidabili!

Il 7 settembre 2017, è stata presentata a Bruxelles, presso la Commissione UE per le petizioni, la petizione contro il GLIFOSATO, promossa da Gisela Urban e Gabriele Menzel  dell’Associazione tedesca Tierfreunde ohne Grenzen, insieme all’associazione contro la vivisezione BRD, Antidote Europe e il Partito Animalista. 
Questa è la seconda petizione presentata, la prima fu archiviata! La petizione per ora è stata discussa, ora la Commissione dovrà lavorare sull’argomento: la discussione finale e le decisioni sono attese per la fine di quest’anno o l’inizio del 2018. Le promotrici hanno preavvisato che se anche questa volta la petizione sarà archiviata ci sarà una denuncia.

In questa occasione, dinnanzi all’organismo UE, il Dr. André Ménache di Antidote Europe ha fatto il seguente intervento:
“Buongiorno, ringrazio il Parlamento europeo per questa opportunità di presentare questa petizione. Grazie anche alle associazioni di volontariato e alle ONG per la loro perseveranza nel portare avanti la creazione di questa importante petizione. La ragione per questa petizione è che l’attuale regolamento REACH non è in grado di proteggere la salute dei cittadini dell’UE per due ragioni principali: la continua fiducia sui test su animali; e la raccolta insufficiente di dati umani. I test su animali non sono basati su evidenze e nemmeno predittivi per gli umani. Abbiamo già ascoltato informazioni sul Bisfenolo A (BPA). I produttori di BPA sono riusciti a portare questo prodotto sul mercato scegliendo le specie di animali che  meglio si adattano. Nel caso del BPA, il ratto Sprague-Dawley è diverse migliaia di volte più resistente agli effetti ormonali di questo distruttore endocrino rispetto al topo CF1. L’industria ha ovviamente scelto il ratto piuttosto che il topo per portare il BPA ad essere accettato daòòe autorità di regolamentazione. BPA è anche capace di causare un effetto biologico sulle nostro cellule a dosi molto basse (poche parti per trilione). Un ratto non può predire quello che succederà in un topo e nemmeno quello che accadrà in un essere umano. Ci stiamo ancora affidando a requisiti regolatori adottati nel 1946 o 1947. Queste leggi che richiedono test su animali sono ora vecchie di 70 anni rispetto all’attuale conoscenza scientifica. È ora di aggiornare le leggi. C’è una grave carenza di raccolta di dati umani. Dal 2003 conosciamo la presenza di 300 sostanze chimiche industriali nei corpi dei neonati. Al momento la lista REACH delle sostanze molto preoccupanti (Substances of Very High Concern, SVHC) ammonta a 174. Sarebbe stato più logico lanciare la lista di SVHC all’inizio del programma REACH (nel giugno 2007) usando le 300 sostanze già presenti nel corpo dei neonati. Dovremmo essere tutti sconvolti dal fatto che il cancro è ora la principale causa di morte dei bambini sotto i 14 anni in molte nazioni in Europa. La mancanza di raccolta di dati epidemiologici su persone esposte a sostanze chimiche, in particolare su milioni di lavoratori impiegati in diverse industrie, rappresenta un grande spreco di una risorsa preziosa. Alcuni penseranno che ciò sia dovuto a incompetenza burocratica. Altri la chiamerebbero piuttosto criminale negligenza. Io preferisco essere d’accordo con quest’ultima ipotesi, data l’importanza attribuita all’epidemiologia già negli anni Cinquanta e Sessanta, che ha dimostrato il collegamento tra il fumo e il cancro ai polmoni nelle persone. I responsabili ancora oggi, tuttavia, si concentrano soprattutto sui test su animali a scapito della raccolta di dati umani. La Commissione Europea finalmente si è svegliata a lanciare un progetto di bio-monitoraggio all’interno del programma Horizon 2020, annunciato nel dicembre 2016. Il programma REACH nella sua forma attuale non funziona. Deve essere adattato alla scienza del 21° secolo. Noi abbiamo numerose potenti tecnologie come l’epidemiologia molecolare, i modelli umani PBPK, la tossicogenomica, Adverse Outcome Pathway (PDO) e una gamma di altri metodi che si concentrano esclusivamente sugli umani. Grazie per l’attenzione”. 

giovedì 7 settembre 2017

Abbandoni o traffici?

VAIANO CREMASCO: Canile al 'completo', raddoppiato il numero degli abbandoni


Notizia che mette tristezza... ma che fa anche sorgere qualche dubbio: non è che alcuni di quei cani "smarriti" senza chip provengono dal traffico di animali dal sud? da staffette finite senza adozione? da neo-adottanti senza scrupoli che si disfano del cane appena si rendono conto che è un impegno e una responsabilità? 
Il dubbio viene per il fatto che, leggendo i post degli animali ritrovati, troppi sono senza chip, trovati vaganti in numero troppo elevato per paesi con poche centinaia o migliaia di abitanti... 
Altresì, sappiamo che i traffici di cani passano anche dal nostro territorio e che certi finti animalisti fanno partire animali dal sud senza chip, senza controlli...
BASTA!!!!

UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
7/9/2017

Catturate Kj2 viva o morta

venerdì 25 agosto 2017

Traffico illegale di animali

Traffico illegale di animali

Nel libro di Stefano Izzo “Intelligence e gestione delle informazioni. Attività preventiva contro i traffici illeciti”, edito nel 2011 da Franco Angeli nella collana Criminologia, è contenuto un interessante contributo di Antonello Colosimo (Consigliere della Corte dei Conti, docente universitario, già Vice Alto Vicario per la lotta alla contraffazione). In esso si parla del contrasto ai traffici illeciti, e il secondo punto trattato riguarda il TRAFFICO ILLEGALE DI ANIMALI.

Crediamo che sia molto interessante che un simile argomento venga non solo trattato all'interno di una rassegna dedicata a diversi illeciti di rilevante spessore (come ad esempio rifiuti, armi e persone), ma che il testo in questione sia pubblicato da una delle più rilevanti case editrici italiane nella collana dedicata alla Criminologia.

Per questioni di copyright, non possiamo riprodurne integralmente il testo, contenuto alle pagine 70-73 del libro, ma vogliamo comunque offrirvi un sunto di quanto vi è scritto. [sottolineature e neretti sono nostri; tra virgolette le citazioni dal testo dell’autore].


Subito in apertura, viene citata come fonte la relazione di Ioanna Garagouni, Presidente della Confederazione delle Associazioni animaliste greche (marzo 2007).
Il traffico illegale di animali da compagnia, si afferma, è un fenomeno in espansione.
Si inizia con il caso del territorio greco, con 15-20.000 animali esportati ogni anno (secondo le dichiarazioni di chi questo traffico lo fa) e l’attività ultra trentennale di collaborazione tra cittadini stranieri e greci, in nome di “presunte Associazioni Animaliste” per esportare questi animali, “con il pretesto di adozioni internazionali”, che vengono “spostati in canili o presso Associazioni straniere, soprattutto tedesche, per poi scomparire nel nulla”.
Questo non è che uno spunto per ampliare la visione: “Se consideriamo che nello stesso modo avvengono esportazioni anche da molti Paesi del Sud ed Est Europa e che i randagi hanno tutti la stessa ignota destinazione, viene da chiedersi quale sia l’effettiva sorte di questi animali”.
Gli animali finiscono in una “rete di traffici illeciti” che comprende territori di tutta Europa: partono da paesi con alto tasso di randagismo (Italia compresa) e arrivano in altri paesi, soprattutto la Germania.
Pur senza fare alcun nesso evidente con i traffici, si rileva che:
- sono milioni i cani e gatti randagi che vengono usati per l’industria della pelletteria, per i test chimici, farmacologici, cosmetici e delle armi.
- ci sono siti internet tedeschi con annunci di “adozione” di randagi stranieri (di ogni età – quindi anche anziani – e anche malati), “venduti per una cifra compresa tra i 100 e 350 euro”.
- il randagismo esiste anche nei paesi “civilizzati” (si accenna ai casi dell’Inghilterra e della Germania).
Sia l’esistenza di canili lager – che operano in “totale illegalità” – sia il fatto che “molti sedicenti ‘amanti degli animali’, ossia gli esportatori” gestiscano “punti di raccolta di randagi, per poi spedirli in altri Paesi” vengono dall’autore collegati a “appoggio” e “totale indifferenza” delle autorità competenti (Comuni, Prefetti, A.S.L. Veterinaria e altre).
Il discorso torna poi alla Grecia e ai siti tedeschi, con il riferimento alla Legge greca che nel 2003 ha regolamentato adozioni/esportazioni e che ha fatto infuriare gli esportatori stranieri e i loro contatti greci, arrivando alla pubblicazione di foto e testi che descrivono la Grecia come “una nazione di sadici barbari, che godono nel torturare gli animali e che non permettono ai ‘civili europei’ di salvarli attraverso adozioni internazionali. (...) L’esagerazione è tale che lo scopo è ovvio, quello di alimentare un traffico trasversale”.
Nonostante queste evidenze, il traffico non si è fermato... e non sono serviti nemmeno i blocchi ripetuti di animali in partenza da porti e aeroporti verso Germania, Belgio, Olanda e Danimarca, condotti da Associazioni “vere”.
Se “dietro ogni traffico di animali compare l’ombra dell’illegalità”, si è realizzato poco di concreto. “I traffici illegali aumentano approfittando della vulnerabilità non solo legislativa a tutela delle frontiere continuando in una macabra attività, senza problemi, senza sanzioni, con Governi che fanno da spettatori e, soprattutto, con totale disprezzo per il valore della vita di questi poveri indifesi animali”.
La conclusione dell’intervento è affidata ad una riflessione morale: ogni singolo cittadino ha il dovere di essere informato su questa orribile realtà, perché si possa prevenire, nel rispetto delle vite animali, questo fenomeno; la protezione degli animali indifesi non riguarda solo animalisti o persone sensibili agli animali, ma è una questione di “rispetto nei confronti della dignità umana ed è un obbligo morale per ogni persona onesta”.


Come associazione che da decenni si oppone al traffico di animali, non possiamo che ringraziare Antonello Colosimo per l’attenzione riservata a questo tema e soprattutto per le parole usate.
Non dimentichiamo, inoltre, l’impegno di Ioanna Garagouni (recentemente scomparsa) che tanto ha battagliato per difendere i “suoi” randagi greci da viaggi verso l’ignoto e per migliorare le condizioni degli animali direttamente sul posto, nel proprio Paese.


UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali) onlus

25/8/2017

giovedì 17 agosto 2017

NO alla GUERRA ai CINGHIALI

Nella calda e un po' noiosa estate padana, si è affacciato lo spettro di un "nuovo" mostro, prontamente messo di nuovo nel mirino dei politici al soldo degli zelanti cacciatori...
SONO ARRIVATI I CINGHIALI.
ah no, già, non sono arrivati. Sono stati IMMESSI per scopi venatori, perché i cacciatori devono avere prede (poverini!). Poi, ovviamente, proliferano; e questa non è cosa accidentale, non è solo naturale ma anche voluta (si vedano i casi di pasturazione dei cinghiali... vietata, ma di fatto messa in atto)... ad un solo scopo: cacciare, cacciare e ancora CACCIARE.

Riproponiamo la nostra lettera di gennaio:
La voluta ignoranza uccide

Vi consigliamo questa lettura:
Si devono abbattere i cinghiali?

UNA Cremona onlus (Uomo-Natura-Animali)

domenica 13 agosto 2017

Così muore un'innocente...


KJ2 è stata assassinata.
C'è poco spazio per parole che non suonino vuote e inutili, perché non si è riusciti a salvarla. L'hanno condannata dal primo momento. A partire dall'escursionista che ha "tralasciato" di raccontare della sua bastonata a questa orsa. Da legittima difesa ad attacco. E questo è bastato a chi non aspettava altro per dare voce e potere a forze che stanno a malapena nei limiti della legge, chiedendo a gran voce di AMMAZZARE qualunque animale stia loro tra i piedi, non importa altro, nemmeno che la collettività ha pagato per reintrodurre quegli animali, che tuttavia devono stare all'interno di spazi che sono ben precisi quando si tratta di definire i doveri degli animali (guai ad uscire da essi!) ma alquanto elastici se è l'uomo a doverci entrare per i suoi interessi!!
Di KJ2 si è parlato, per lei tanti hanno preso la parola.
Ma è morta da innocente esattamente come altri animali di cui abbiamo saputo nome e storia da terribili fatti di cronaca, ma anche come tanti altri animali la cui sofferenza e morte non passa dai giornali e spesso nemmeno dai profili social; animali di serie B che non saranno mai come un'orsa famosa.
A tutti gli assassini di animali: VERGOGNA!