lunedì 4 dicembre 2017

No glifosato... ma anche no vivisezione!

No glifosato... ma anche no vivisezione!
In questi ultimi mesi, grande rilevanza ha avuto la discussione sul glifosato, sul suo utilizzo in agricoltura e sulla sua nocività e cancerogenicità.
In questo contesto, sta circolando con una buona diffusione, soprattutto in ambienti (virtuali e reali) ambientalisti, la raccolta fondi lanciata dall’Istituto Ramazzini per il finanziamento “dal basso” di un progetto di ricerca che miri a dimostrare gli effetti (dannosi) di questa sostanza sulla salute umana.
Sarebbe un’ottima notizia, avere uno studio attendibile e non di parte su questo argomento... peccato che questo promesso studio si baserà sulla vivisezione (o sperimentazione animale, per noi il termine si equivale, ad indicare studi su animali).
È bastato cercare qualche informazione in più sul loro sito ufficiale (http://glyphosatestudy.org/it) per scoprire che “Una caratteristica peculiare degli studi di cancerogenesi dell’IR [Istituto Ramazzini] è che i ratti sono trattati dalla vita prenatale e mantenuti sotto osservazione fino a morte spontanea o almeno fino a 130 settimane di età, corrispondenti a circa 75 anni nell’uomo”. Si parla inoltre di “tossicità a lungo termine del glifosato a dosi uomo-equivalenti”.
Sì: per capire se una sostanza fa male all’uomo, si ricorre al paradigma ormai da più parti ritenuto assolutamente non predittivo e non scientifico degli esprimenti su animali, in questo caso ratti!
Ci viene spontaneo commentare all’istante ricordando un articolo degli scienziati di Antidote Europe: Noi non siamo dei ratti di 70 kg! (http://antidote-europe.org/humains-ne-sont-pas-rats-70kg/ 5 aprile 2011).
Sempre più scienziati riconoscono l’evidenza che non è possibile estendere i risultati ottenuti sperimentando una sostanza su una specie animale ad un’altra specie, perché ogni specie ha delle determinate caratteristiche biologiche, metaboliche, fisiche...
Vi chiediamo di esprimere la vostra contrarietà all’Istituto Ramazzini (contatti: https://glyphosatestudy.org/it/contatto/) per il loro ricorso a studi su animali e di non finanziare questo progetto se non cambierà l’impostazione di ricerca, con l’abbandono del vecchio paradigma della vivisezione a favore di una vera scienza che – basandosi su studi su cellule, tessuti e cellule umane – possa davvero darci una risposta così importante riguardo la tossicità e cancerogenicità di questo prodotto.
Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali) onlus
Cremona, 4/12/2017


lunedì 27 novembre 2017

UNA in piazza - dicembre 2017

UNA IN PIAZZA... ANCHE A DICEMBRE 

Anche a dicembre (tempo permettendo!) tornano gli appuntamenti con i nostri tavoli informativi:

- domenica 3 dicembre presso il Mercatino del Biologico, Piazza Stradivari a Cremona - tutto il giorno

- sabato 23 dicembre sotto la Galleria XXV Aprile, angolo corso Campi - corso Cavour (dove c'era la gelateria Grom) - tutto il giorno


Vi aspettiamo con libri, volantini, le nostre magliette e anche qualche oggetto, con cui potrete fare o farvi un regalo...!!

UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali) onlus



martedì 14 novembre 2017

2 petizioni per i cani francesi e 1 domanda-riflessione


2 petizioni per i cani francesi e 1 domanda-riflessione

Da alcune petizioni circolanti su internet, apprendiamo alcuni dettagli interessanti sulla situazione del randagismo a casa dei nostri vicini francesi...
La vicenda è presto detta: il Presidente della Repubblica Francese, Macron, ha deciso di eliminare i “contratti assistiti”, mettendo a rischio ben 260 rifugi per animali per un totale di 180.000 animali. Rifugi che accolgono animali persi, abbandonati, sequestrati o di cui nessuno si prende cura per varie ragioni... Con i contratti assistiti, oltre che con il volontariato, questi rifugi si occupano degli animali.
In una delle due petizioni, il volontario che ha lanciato la petizione afferma alcune cose “interessanti” per avere un’idea di come stanno le cose Oltralpe: i cani e i gatti (totale 400 animali) del rifugio presso cui presta volontariato rischiano di essere eutanizzati, anche perché trasferirli in altri rifugi - sempre a detta di questa persona - sarebbe impossibile, dato che sono TUTTI PIENI al massimo e possono SOLO intervenire in caso di abbandoni e maltrattamenti. Non solo, si dice che la Francia è il paese europeo con PIU’ ANIMALI ma anche con PIU’ ABBANDONI E MALTRATTAMENTI di tutti i generi!
Oltre a invitarvi a firmare le due petizioni ai link che si trovano qui sotto, non possiamo fare a meno di invitare ad una riflessione: con questa situazione di canili strapieni e tanti animali da sottrarre a maltrattamenti e cattiverie... come è possibile che i “nostri” cani italiani vengano portati anche in Francia a camionate? (ufficialmente per adozioni bellissime... - solito discorso come per tanti altri paesi europei? traffici non chiari?)
Petizioni da firmare:
https://www.change.org/p/madame-la-...
https://www.mesopinions.com/petitio...

UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali) onlus
14/11/2017 

Silenzio stampa

Intanto, nel silenzio dei mezzi di comunicazione, in Puglia… riceviamo e (indignati) diffondiamo.
UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
www.unacremona.itcomunicazione@unacremona.it

 L’INVASIONE
Follia Tap, 500 militari assegnati ai cantieri per un mese. Militarizzata nella notte tutta l’area
http://www.identitainsorgenti.com/linvasione-follia-tap-500-militari-assegnati-ai-cantieri-per-un-mese-militarizzata-nella-notte-tutta-larea/

sabato 4 novembre 2017

Procioni come le nutrie... nel mirino!!

Nel parco dell'Adda Nord (sede: Trezzo sull'Adda, MI) è stato approvato il rinnovo del piano di abbattimento dei procioni.
Si parla di circa 100 animali. Presenti nel parco da almeno 15 anni.
Come sempre, non si è intervenuto quando erano pochi... si è atteso che potesse scattare un "allarme".

Le colpe? Il rischio che trasmettano il virus della rabbia... e ovviamente i danni alle coltivazioni!! (e in qualche articolo di giornale, li si ritiene responsabili anche di razzie nei pollai, oltre al fatto di rosicchiare tubi per l'irrigazione e cavi della televisione!!)
Per quanto riguarda la rabbia, l'EFSA nel 2015 ha ritenuto efficace la vaccinazione orale anche per la specie procione (con alcuni accorgimenti relativamente alle condizioni climatiche e comunque sottolineando la necessità di una continuità temporale della vaccinazione).

E' una questione che sta già allarmando anche alcune zone del Cremasco, quelle confinanti con l'area del Parco... niente di più facile che gli animali, sentendosi in pericolo in quella zona, si spostino alla ricerca di aree più tranquille in cui vivere.

L'obiettivo è il solito: totale eradicazione.
L'eradicazione è cominciata nel 2014... al momento c'è la convenzione fino al 31/12/2019... ma già si parla di prolungare l'attività a tutto il 2020!! 

Studi scientifici affermano che, per qualsiasi popolazione animale, le uccisioni non servono a diminuire il numero di animali complessivo, anzi aumentano la fertilità degli animali rimasti, perché è una dinamica naturale che le popolazioni (animali) si adattino numericamente allo spazio e alle risorse disponibili... e se la densità numerica cala, ci pensa la natura a far di nuovo aumentare la popolazione. Questioni di conservazione della specie.
Che ne può sapere la natura che un'altra specie si vuol prendere l'arbitrio di decidere, fucile in mano, che altri devono morire?
I procioni condivideranno il destino delle nutrie: catturati con la stessa tipologia di gabbie, uccisi probabilmente nello stesso modo.

Anche l'origine della presenza di questi animali alloctoni è simile a quella delle nutrie: colpa dell'uomo.
Si tratta di animali di origine nordamericana, introdotti in Europa per la caccia e per la produzione di pellicce, ma richiesti anche come animali domestici (per la loro bellezza), salvo poi essere rilasciati in natura dai proprietari quando ci si rende conto che da adulti possono essere "aggressivi" (e come dar loro torto, visto che sono costretti alla cattività?) e che comunque occuparsi di loro non è semplice.
Nonostante il procione sia da alcuni anni definito "specie invasiva" (alloctona), la maggior parte dei paesi europei non ne controllano il commercio ed esistono venditori privati non autorizzati i cui annunci di vendita proliferano su internet.
In Italia la loro detenzione è vietata dalla legge ai privati... e sono pochi anche i centri autorizzati a detenerli qualora siano ritrovati in natura o vadano "spostati" come nel caso dei procioni del parco dell'Adda.

Facciamo un po' di storia della colonia di procioni dell'Adda, partendo da alcuni articoli trovati sul web:
la loro presenza nella zona risale a circa 10 anni fa, quando probabilmente qualcuno ha abbandonato nell'ambiente alcuni esemplari.
Grazie alla loro straordinaria capacità di adattamento e alla mancanza di predatori naturali, il loro numero è rapidamente aumentato.
Burocrazia e (presunti) problemi economici hanno allungato i tempi per la cattura di questi animali... nonostante la cattura sarebbe stata più semplice e meno dispendiosa quando gli esemplari erano pochi!!
Nel maggio 2015, si diceva che era pronto il piano per trasferirli in Umbria in massa, essendoci in quella regione uno dei pochi centri autorizzati alla loro detenzione con posti ancora liberi. Stanziati, per la realizzazione di questo piano, 30.000 euro.
Poco meno di un anno dopo, nel marzo 2016 si afferma che le spese di trasporto non sarebbero coperte da quel budget e per la stessa ragione naufraga l'ipotesi della creazione di un centro apposito nei paesi dell'Adda. 

Ma continuiamo a parlare di soldi... ora, nel 2017, vengono stanziati altri 60.000 euro per proseguire la mattanza, di cui 15.000 euro dati dall'ente parco e 45.000 dai contributi della Regione Lombardia (anche attraverso finanziamenti europei).
Con questi, i soldi sono in totale 90.000 euro!!
Quindi tutti i contribuenti  volenti o nolenti mettono dei soldi in questa "impresa", piuttosto che in metodi ecologici per limitare il numero di esemplari senza uccisioni. Soluzioni alternative alla mattanza ci sono, lo spostamento degli animali o la creazione di un centro sul territorio. Nemmeno con questi ulteriori 60.000 euro è possibile realizzare una di queste due opzioni non cruente??



Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)
04/11/2017

domenica 15 ottobre 2017

UNA Cremona in piazza - ottobre 2017

Torna l'appuntamento con i tavoli informativi della nostra associazione... sperando che il tempo sia dalla nostra parte: se non piove ci saremo:
- DOMENICA 22 OTTOBRE, presso il Mercatino del Biologico in Piazza Stradivari a Cremona - tutto il giorno (fino alle 19 circa)
- SABATO 28 OTTOBRE, sotto la Galleria XXV Aprile a Cremona, solo la mattina

Vi aspettiamo con volantini, libri, magliette, qualche oggetto per fare o farvi un regalo e nello stesso tempo aiutarci nelle nostre campagne di informazione...
Visto la triste presenza in questi giorni a Cremona della festa del salame prima e delle fiere di bovini/polli/maiali e prodotti caseari, questi tavoli daranno più spazio al tema di quello che possiamo fare noi con la nostra alimentazione per non causare sofferenza ad altri esseri viventi.
vi aspettiamo!

UNA CREMONA
ONLUS
(UOMO-NATURA-ANIMALI)